Recensione/review “Le verità nascoste” | NON SEI UN GRANCHE’ COME MEDIUM, COMUNQUE…

Ciao ragazzi!

Torno a scrivere sul blog dopo alcune settimane; purtroppo la sinusite e l’allergia non mi hanno risparmiato nemmeno quest’anno e sono dovuta correre ai ripari… Non riuscivo a stare al pc per più di 15/20 minuti consecutivi, ma ora è tutto passato (almeno lo spero!) e voglio parlarvi di un film del 2000 di Robert Zemeckis, “Le verità nascoste”.

Quanti di voi hanno visto questo film? Cosa ne pensate?

Io l’ho recensito anche qui:


INFORMAZIONI DI BASE

Titolo originale: What lies beneath

Regista: Robert Zemeckis

Attori principali: Michelle Pfeiffer, Harrison Ford, Diana Scarwid, Joe Morton, James Remar, Miranda Otto, Amber Valletta

Durata: 126′

Anno: 2000

Genere: Thriller, Drammatico

Sceneggiatura: Clark Gregg


RECENSIONE di LE VERITA’ NASCOSTE

Le verità nascoste è un film del 2000 di Robert Zemeckis con Michelle Pfeiffer e Harrison Ford.

Viene definito un thriller di stampo hitchcockiano e mai definizione sarebbe potuta essere più azzeccata.

La storia narra di una classica coppia americana (lui con una buona posizione lavorativa, lei a casa a fare la mogliettina) che sembra uscire da un quadretto idilliaco.

Dopo che la figlia (di lei) si è appena trasferita al college, Claire (una meravigliosa Michelle Pfeiffer) “percepisce” nella grande casa sul lago dove vive con il marito Norman, una presenza che attribuisce ad uno spirito. Non viene creduta da nessuno, sebbene la sua migliore amica cercherà di starle accanto. Vediamo la protagonista soggetta ad un cambiamento radicale durante il corso del film: con lei cambiano i suoi abiti, il suo modo di parlare, di portare i capelli, di posare lo sguardo e di interagire con le persone. Ciò può capitare quando metti in dubbio ogni cosa, soprattutto se qualcuno di molto vicino cerca di celare eventi terribili avvenuti nel passato.

Le inquadrature di Zemeckis vengono alternate in modo destabilizzante per lo spettatore: si passa dai piani lunghi o dalle figure intere ai primissimi piani. In mezzo secondo ci si trova catapultati nel bel mezzo dell’azione senza una inquadratura di transizione. Uso della soggettiva: discreto a mio avviso. La narrazione non segue un ritmo incalzante: in alcuni momenti la tempistica e la suspence sono da manuale ma subito dopo si cade in uno stato lento e quasi soporifero. Viste e riviste le panoramiche a semicerchio che danno l’idea del pensare del personaggio. Si perde la dimensione spazio-temporale grazie al montaggio discontinuo (da quando i due protagonisti escono con la barca fino a quando Claire non capisce il mistero della chiave). A poco meno di un’ora dalla fine parte della verità salta fuori…. Come riuscirà Zemeckis a tendere ancora i fili della trama per arrivare alla fine della pellicola non lesinando colpi di scena e attimi di terrore come quelli precedenti? Sembra tutto troppo sbrigativo… Invece noi siamo coscienti di ciò che accade a Claire, lo scopriamo piano piano insieme a lei. La mente necessita di tempo per ricordare, pensare e agire.

Harrison Ford mi ha alquanto deluso in questo film. Si capisce sin da subito che è un marito ca**aro patentato oltre ad essere anche qualcosa di peggio. Potremmo affermare senza distanziarci nemmeno troppo dalla realtà che Ford vive e vivrà di rendita grazie all’interpretazione di personaggi ben più famosi. Non ho sentito il “calarsi” nel personaggio come invece avviene per la Pfeiffer. Ho apprezzato molto la sua performance ed è un personaggio dinamico strepitoso.

Ho trovato curiosi alcuni parallelismi con due opere di Hitchcock (“La finestra sul cortile” e “Psyco”). Per quanto riguarda il primo film troviamo riferimenti nella prima parte del film di Zemeckis: occhi, occhiali, binocoli, l’atto di spiare… sono tutti elementi che si ricollegano al voyeur (inteso come verbo francese “guardare”). Il voyeurismo era un tema molto caro ad Hitchcock. Psyco viene invece omaggiato da Zemeckis per il nome del protagonista (Norman) e per i riferimenti continui alle docce-vasche da bagno, ma c’è di più: il modo di cadere di Claire, quando finalmente riesce ad uscire dalla vasca, è pressochè identico a quello di Marion nel film di Hitchcock. Entrambe trascinano nella loro caduta la tenda della doccia solo che Claire è ancora viva, mentre Marion non lo è. Similitudini con Psyco anche nella colonna sonora del film (nei titoli di coda).

Il giudizio complessivo di una claustrofobica come me non può che essere positivo (sono saltata dalla sedia varie volte e non riuscivo mai a guardare il fantasma, sebbene gli effetti speciali fossero ancora molto “computerizzati”), ma se c’è una cosa che non posso perdonare alla Pfeiffer è l’aver guardato in macchina a venti minuti dall’inizio del film!

Voto: 8

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Informazioni su irenemidili

Estrosa, lunatica, cinefila, curiosa, comunicatrice, gentile, estroversa, meticolosa, metodica, gelosa.
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