Recensione/review “Shutter Island” | E’ LI’ CHE CREANO I FANTASMI

Ciao ragazzi! Sembra che questo sia il mese delle “prime volte” perchè oggi per la prima volta recensirò per voi il mio primo Scorsese! Ho scelto Shutter Island sotto suggerimento del mio amico e youtuber Simone Martinelli, con il quale collaboro per questa nuova recensione. Ma per ora non vi svelo di più! Vi lascio qui sotto il link della videorecensione

Iniziamo! (ATTENZIONE CONTIENE SPOILER!)

TRAMA

Edward “Teddy” Daniels è un agente FBI chiamato a indagare su un caso di sparizione di una donna da Shutter Island. L’intera isola ospita un ospedale adibito alla cura di criminali malati di mente. Teddy, aiutato dal suo partner Chuck verrà avvolto da un’atmosfera imprevedibile popolata da psichiatri inquisitori e pazienti pericolosamente folli, dove niente è ciò che sembra. Non c’è approdo sicuro in mezzo alla tempesta.


INFORMAZIONI DI BASE

Titolo originale: Shutter Island

Regista: Martin Scorsese

Attori principali: Leonardo Di Caprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Michelle Williams, Emily Mortimer, Patricia Clarkson, Max von Sidow, Ted Levine

Durata: 137′

Anno: 2010

Genere: Thriller

Sceneggiatura: Laeta Kalogridis


REGIA e SCENEGGIATURA

Connotazione spazio-temporale – Boston Harbor Island, 1954.

Flashback della moglie di Andrew/Teddy.

I due agenti federali vengono portati al complesso centrale come se fossero due prigionieri (personale armato dietro e tutto intorno a loro).

Panoramiche a schiaffo per inquadrare i diversi padiglioni. Molto simile alla visione umana quando segue l’indicazione di qualcuno oppure quando si è nervosi o in attesa di un pericolo.

Tutti gli inservienti sono persone di colore (o comunque non di razza caucasica) e tutte le infermiere sono invece “bianche”.

Il cancello, le porte, i muri di cinta sono elementi ricorrenti: danno la sensazione claustrofobica della “trappola”.

Andrew/Teddy ha i primi sintomi di “emicrania”. I collegamenti mentali alla vista della foto di Rachel iniziano a sviare lo spettatore. Iniziano a sovrapporsi troppi livelli di ricordi diversi.

Il GIOCO DI RUOLO: il gioco di ruolo che faceva “Rachel” all’interno del gioco di ruolo di Andrew/Teddy. Cervellotico forte!

La stanza “ricreativa” dei malati mi ha ricordato un’altra stanza simile: quella che si vede in Qualcuno volò sul nido del cuculo. In entrambi alcune persone giocano a poker intorno a un tavolo.

Flashback nella stanza del capitano delle SS. La musica e la coreografia dei fogli che danzano tutt’attorno rendono molto “onirico” il ricordo di Andrew/Teddy.

Il movimento della camera dovuto alla tempesta trascina ancora meglio lo spettatore nell’illusione che la tempesta stia diventando qualcosa di più grande, tipo un uragano.

Panoramica sulle SS che cadono come tessere di un domino sotto gli spari dei soldati americani.

Climax ascendente quando Chuck/dr.Shehaan parla di Rachel Solando e della presunta operazione governativa. Lo score va intensificandosi piano piano, la porta si spalanca con un tonfo ed ecco ancora la luce bianca!

Il fumo di sigarette è un ulteriore elemento-metafora che esprime la “confusione”, la “destabilizzazione delle reali intenzioni” (lo si vede spesso attorno a Andrew/Teddy ma soprattutto a Cawley, infatti il personaggio interpretato da quest’ultimo è fortemente ambiguo).

Suggestiva e accattivante l’inquadratura della Rachel Solando numero 2 quando descrive le procedure barbariche operate dai dottori sui pazienti. In primo piano, sfocata, ogni tanto guizza una lamella di fuoco del falò.

“è lì che creano i fantasmi”. Potente ossimoro: rende l’idea nonostante l’idea stessa di creare un fantasma sia impossibile.

Le inquadrature vicino alla scogliera mi fanno venire le vertigini.

Il faro è il simbolo dell’illuminazione, dell’indicare la via giusta ai naviganti, quindi non è un caso se il nodo della trama si scioglie proprio in questo luogo e il “colpo di scena” avviene proprio dentro al faro.

Finale aperto: è guarito e fa finta per essere lobotomizzato e dimenticare tutto o è regredito e tornato nel suo mondo-fantasia? Io credo la prima ipotesi e penso se ne sia accorto anche il Chuck/dr. Shehaan dopo che Andrew/Teddy gli chiede se sia meglio morire da uomo per bene o vivere da mostro.


FOTOGRAFIA

Nell’inquadratura dell’isola ci sono tutti colori freddi, dal grigio al verde muschio all’azzurro scuro del mare. Tutto per dare sensazioni “da brividi”.

LAMPI di luce bianca accecante quando si sta per manifestare un’allucinazione o quando Andrew/Teddy viene assorbito attivamente dal “suo” mondo.

Luce al centro della stanza quando è stata ritrovata Rachel Solando. Nessuno dei personaggi si trova sotto il cono di luce, sono tutti ai lati della stanza.

È prevalente la luce dall’alto (padiglione C).

L’unico momento in cui c’è il sole sull’isola è la fine del film, quando la “violenza” è stata sconfitta dall’ “ordine morale”, dopo la decisione di Andrew/Teddy di farsi lobotomizzare.


MONTAGGIO

Strano montaggio: nella 1° inquadratura Andrew/Teddy guarda verso il mare, nella seconda sta guardando il suo partner. Errore o cosa voluta?

È come se ci fossero due punti di vista grazie al montaggio: il punto di vista di Andrew/Teddy e quello di tutti gli altri.

Il BICCHIERE D’ACQUA è sparito dalle mani di Andrew/Teddy quando sta prendendo una medicina nello studio di Cawley….. questo non può trattarsi di un caso di montaggio sbagliato.

Di nuovo il BICCHIERE d’ACQUA (in questo caso quando il signor Breene parla dell’infermiera del padre).

Il BICCHIERE d’ACQUA della signora Kearns NON C’è quando lei beve, ma poi poggia un vero bicchiere vuoto sul tavolo!


SCENOGRAFIA  e LOCATION

Location

Il film è stato girato in Massachussets e nel Maine. Shutter Island in realtà è Peddocks Island.

Inquietudine che diventa paura: l’inquadratura dell’isola con lo score terrificante in sottofondo dà un’ottima visione del concetto di ISOLA DELLA PAURA. Per di più le condizioni atmosferiche annunciano tempesta. 

Scenografia

La cornice di pietra intorno al cancello ha elementi architettonici che richiamano il gotico, ma la mia impressione d’impatto è stata paragonarla all’ingresso di un campo di concentramento (forse anche a causa del filo elettrificato tutto intorno). Anche le lampade esterne mi ricordano molto quelle nei lager.

La vetrata dalla forma ad occhio (nella cappella dove Andrew/Teddy e il suo partner si riparano per la pioggia) dà l’idea di una costante sorveglianza anche al di fuori dei tre padiglioni.


COSTUMI

I costumi cambiano: dagli abiti “civili” si passa alle divise di inservienti. Nessuno direbbe che Andrew/Teddy sia un agente dell’FBI. È come se si stesse “conformando” al modus vivendi della clinica, come se la clinica lo stesse “assorbendo”.

Cravatte dalle fantasie e dai colori alquanto discutibili. 🙂


COLONNA SONORA e AUDIO

Dissolvenza audio quando si parla del dottor Cawley à Andrew/Teddy non sta più prestando attenzione ma si sta concentrando su una donna con pochi capelli, occhi acquosi e un’immensa cicatrice sul collo.

Uno degli score assomiglia tantissimo a uno score che ho già sentito in Harry Potter e il Calice di Fuoco.

La musica che fa aumentare la tensione finisce proprio quando Andrew/Teddy apre la porta del faro… strana scelta poiché se io avessi voluto far salire la tensione ancora di più l’avrei lasciata. Ma devo ricredermi: il soffio del vento e il respiro del protagonista mi mettono i brividi più della colonna sonora.


CONSIDERAZIONI PERSONALI, ERRORI e VARIE

Considerazioni personali

Sulla nave ci sono delle catene con manette che pendono dal soffitto. Inquietanti

Durante la prima visione presto molta attenzione alle parole di Andrew/Teddy perché sono convinta che è un agente dell’FBI in corso di indagine. Durante la seconda visione mi fa pena, sapendo che in realtà è un malato di mente affetto da disturbo dissociativo della personalità.

ACQUA: siamo su un’isola, quindi siamo circondati d’acqua, per di più con una tempesta che occupa quasi tutto il film; l’acqua infastidisce Andrew/Teddy durante lo spostamento in traghetto; i bambini sono stati affogati dalla madre; Cawley dice che Rachel è come se fosse “evaporata”.

Il direttore Warden è impersonato dall’attore Ted Levine, lo stesso che interpretò Buffalo Bill ne “Il silenzio degli innocenti”.

Forse la bomba all’idrogeno può essere paragonata a un disturbo mentale: implode dall’interno.

Mio dio che schifo la scena dei topi. Spero per Di Caprio che fosse un fotomontaggio….

Questo film mi conferma sempre di più la mia convinzione che i disturbi mentali, soprattutto quelli seri e gravi colpiscono soprattutto persone intelligenti e bene istruite. Certi ragionamenti cervellotici come il paradosso kafkiano non possono essere appannaggio di menti “semplici”.

Post-conversazione tra direttore della clinica e Andrew/Teddy: la violenza è data da Dio, la tempesta simboleggia la violenza, la violenza è insita nell’uomo. Se la violenza ha come opposto l’ordine morale, a Shutter Island non c’è ordine morale. Se Shutter Island è la metafora del cervello umano, allora il “cervello” è circondato completamente dalla “tempesta” quindi nel “cervello” c’è “violenza” e non “ordine morale”.

Altri film in cui è presente il Disturbo Dissociativo della Personalità: Psycho, Secret Window, Fight Club, Il cigno nero.

Errori

Quando nel flashback del ricordo, Andy/Teddy tira fuori i figli dall’acqua e li adagia sul prato, toglie la scarpa a sua figlia e la punta del sandaletto rosso è verso la bambina, ma nell’inquadratura successiva la punta è verso il lago.

Varie

“Il vero ostacolo alla guarigione era il rifiuto di accettare quello che aveva fatto”.

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Informazioni su irenemidili

Estrosa, lunatica, cinefila, curiosa, comunicatrice, gentile, estroversa, meticolosa, metodica, gelosa.
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