Recensione/review “Big Eyes”|LA GRANDE BUGIA DELLA DONNA AZZURRA

Ciao ragazzi! Siete pronti per la mia primissima recensione di un Tim Burton? Di certo è un film che si discosta dalle atmosfere dark alle quali il regista ci ha abituato sin dagli esordi, ma ho trovato Big Eyes un film molto interessante e non il solito biopic. Dai colori, alla sceneggiatura questo film risulta estremamente bilanciato e un vero piacere per gli occhi (passatemi il gioco di parole con il titolo!)

Vi lascio alla recensione completa, ma prima la video-recensione:

Iniziamo


INFORMAZIONI DI BASE

Titolo originale: Big Eyes

Regista: Tim Burton

Attori principali: Amy Adams, Christoph Waltz, Danny Houston, Jon Polito, Krysten Ritter, Jason Schwartzman, Terence Stamp

Durata: 105′

Anno: 2014

Genere: biografico, drammatico

Sceneggiatura: Scott Alexander, Larry Karaszewski


TRAMA

Margaret è una pittrice separata con una figlia da mantenere. Le sue opere ritraggono principalmente orfani dai grandi occhi. Margaret è una donna ingenua e debole a tal punto dal convincersi che dare il merito del suo talento al nuovo marito, Walter Keane, sia la cosa più giusta per riuscire a mantenere sè stessa e sua figlia Jane. Ma certe bugie logorano dentro e quei grandi occhi dipinti “spronano” la protagonista ad uscire allo scoperto.


 

REGIA e SCENEGGIATURA

Quadro di apertura con la scritta “based on true events”.

Dettaglio estremo di un colore su una tela… zoom lentissimo indietro e capiamo che è un occhio disegnato.

Primissimi piani di macchine copiatrici che stampano poster del quadro della bambina col vestito azzurro.

Dettaglio sul copyright Keane (©KEANE).

Quadro di testo con citazione di Andy Warhol: “Penso che ciò che abbia fatto Keane sia eccezionale. Deve essere buono. Se non lo fosse stato, non sarebbe piaciuto a tante persone”.

Piano lungo iniziale di un sobborgo americano negli anni ’50. Contestualizzazione temporale grazie al sottotitolo Northern California, 1958. Questa inquadratura mi ricorda vagamente gli esterni del sobborgo di “Edward mani di forbice”.

Narratore extradiegetico (poi scopriremo che è il giornalista amico di Walter Keane).

Bella metafora: “il signor Ulbrich non rientra nel quadro”.

Regola dei tre terzi nell’ inquadratura che vede Margaret e Walter dipingere di spalle e davanti a loro un laghetto con un grande monumento ad arcate beige.

Durante la scena di seduzione tra Walter e Margaret a casa di quest’ultima troviamo nell’ inquadratura uno schizzo della bambina con un occhio nero sfumato. Metafora su Margaret: ha un solo occhio aperto per vedere chi realmente ha davanti: non ha ancora capito la vera natura di Walter. È  come se fosse mezza accecata.

“Walter Keane non era un uomo sottile, ma la sottigliezza non vende”. La voce extradiegetica del giornalista conferma la genialità promozionale e pubblicitaria di Walter.

Inquadratura di Margaret di spalle in secondo piano che ha una discussione con Walter che inizia a prendersi il merito dei “big eyes”. Curioso che in primo piano ci sia il quadro di Margaret che raffigura una trovatella con il viso che si vede a metà, come se fosse costretta a nascondersi.

“Lo vuoi un inverno caldo? Aiutami!”. Questo sfruttamento mi fa venire voglia di sbattergli la testa al muro più e più volte. Ottima interpretazione di Waltz. Si fa odiare per la melensaggine e la brama leziosa che trasmette al suo personaggio.

Margaret ha preso una lattina di zuppa di pomodoro Campbell. Il soggetto della lattina diventerà famosissimo negli anni ’60 grazie a Andy Warhol.

Nel supermercato i “big eyes” perseguitano Margaret, come a volerla spingere a uscire fuori, a dire la verità o più semplicemente ad essere sé stessa.

Split screen con i ritagli di giornali e le foto riguardanti il successo di Walter Keane.

Ottimo l’uso di pezzi di repertorio dell’Esposizione Universale di New York.

L’occhio di Walter alla porta dà una sensazione di paura e angoscia, così diverso dai “big eyes” che suscitano pietà e compassione.

Quando Margaret guida alla volta delle Hawaii i suoi occhi alla penombra della macchina sembrano molto più grandi. Quando passano le macchine in senso opposto e le illuminano il viso tornano ad essere della loro misura naturale.

Nei titoli di coda figurano i veri Walter e Margaret, quest’ultima con la attrice che la impersona, Amy Adams.


FOTOGRAFIA

Tutti i colori, dal cielo, ai vestiti, alle case, agli oggetti gridano vivacità, vividezza e vitalità!

Il color acquamarina è onnipresente nel film (vedere nel particolare le sezioni “costumi” e “scenografia”).

Nella galleria d’arte di Ruben troviamo colori molto basic, sia nei costumi che negli arredi (scala di grigi, neri e bianchi) contrariamente ai quadri di Margaret.

All’ interno del locale i quadri vengono esposti su pareti rosse, il colore che più di ogni altro richiama l’attenzione e inconsciamente trasmette positività a chi lo osserva.

Mi piace molto come filtra la luce nell’ atelier di Margaret… un fascio caldo, soffice e che induce alla serenità d’animo.

La luce dall’ alto che illumina il critico d’arte in tv gli conferisce un tono da maestro supremo, da eccelso oratore, come se fosse qualcuno il cui giudizio non può essere contrastato.

Strepitosa la scena di Jane che entra nello studio della madre e il riflesso della piscina è proiettato sui quadri. L’effetto è a dir poco “onirico”. Onnipresente il blu-azzurrino dell’acqua riflessa.

Nell’ inquadratura in cui è ripresa la sede del NYTimes di fronte viene messo in risalto il colore giallo (soprattutto grazie ai taxi che sfrecciano per la strada).


MONTAGGIO

Stacchi brevi di Margaret che prepara la valigia. Questa celerità del montaggio ci mette addosso una sensazione di fretta, cosa che evidentemente ha Margaret.

Decoupage classico: “signora lei sa che questa è una fabbrica di mobili?” e alla scena successiva Margaret dipinge su un lettino per bambini.

Montaggio di raccordo sull’ immagine: la foto che viene scattata a Walter e Margaret davanti alla tela diventa un volantino su cui un passante cammina.

Il montaggio alternato ci fa capire che le cose per i due pittori si stanno evolvendo alla svelta e in modo positivo e soprattutto che il giornalista spiffera le celebrità e i luoghi dove esse si troveranno per agevolare le vendite di Walter.

Dissolvenze incrociate durante il processo per far intendere che lo show di Walter sta andando avanti prendendo una considerevole quantità di tempo.


COSTUMI

Il color acquamarina è onnipresente nel film e soprattutto nei costumi: il vestito dell’orfana del poster, le divise dei pittori nella fabbrica di mobili, il vestito di Margaret quando fa il ritratto di una signora alle Hawaii, la gonna della signora che cammina in strada quando la camera è nella galleria di Ruben, il pigiama e la camicia di  Margaret.

I vestiti delle persone alla prima mostra Keane sono tutti grigi o neri, gli unici colori nell’ inquadratura sono quelli dei quadri.

In generale dato che la storia copre dal 1958 al 1986 tutti i costumi sono fedeli alle varie epoche storiche eccetto quelli indossati dagli attori e dalle comparse all’interno dell’aula di tribunale. Il processo si è svolto nel 1986 mentre i costumi richiamano molto le atmosfere di mutazione modaiola tra gli anni ’60 e ’70.


LOCATION e SCENOGRAFIA

Il film è stato girato tra Vancouver, Bristol (UK), San Francisco e Waikiki (Hawaii)

Inquadratura di un vicolo con case color panna, bianche, azzurre pastello e salmone; in ogni caso colori molto tenui. Le facciate delle case sono colpite dal sole in modo pieno. Mi trasmette la sensazione del calore del primo sole primaverile sulla pelle.

Il color acquamarina è presente molto anche nella scenografia: la macchina di Margaret nelle scene iniziali, il divano dove Margaret è seduta durante il primo colloquio di lavoro, la poltrona nella casa di Margaret durante il primo bacio tra lei e Walter, il juke box nel corridoio del locale, la macchina fuori dalla “galleria Keane”.


COLONNA SONORA e AUDIO

La canzone di Lana del Rey “Big eyes”, che mi piace molto, ed è anche ben posizionata. Le “big lies” hanno oramai consumato il matrimonio di Margaret e lei vuole uscire fuori. Per questo motivo fa il suo autoritratto, come a dire: questa sono io!


CONSIDERAZIONI PERSONALI, ERRORI, VARIE

Considerazioni personali

DeeAnn (amica di Margaret) non ha degli occhi insolitamente grandi?? 😉

La prima immagine di Walter Keane riflette la sua ampia abilità di caratterizzare il personaggio di quel momento: è vestito con una maglietta a righe bianche e blu e jeans con risvolto. Manca solo il basco ed ecco l’immagine mentale che verrebbe in testa a chiunque pensando ad un’artista! Lo spettatore da questi piccoli dettagli può già iniziare a capire il personaggio.

Nooooo SCIOCCAAAAA!! Non firmarti solo “Keane”…. Mettici una M, fai uno scarabocchio! È proprio accecata dall’amore…

Ingenuità di Margaret contro spregiudicatezza di Walter. Lei sostiene che le persone comprino opere che le emozionino, lui che comprino ciò che si trova al posto giusto al momento giusto.

La stampa in un modo o nell’altro riesce sempre a mettere in luce le cose di poco conto (tipo una scazzottata in un club) e a far diventare una persona un personaggio.

L’attore che impersona Dino Olivetti parla realmente italiano!

Margaret decide di andare in Chiesa perché disturbata dall’ aver mentito a sua figlia circa un suo quadro. Margaret cerca una conferma alla sua decisione di lasciar correre, più che una spinta a ribellarsi. L’ambiente dell’epoca mal vedeva le donne separate, con figli e con un lavoro. Figuriamoci la Chiesa se poteva avere una mentalità più “aperta”

Mi fa una pena Margaret. Serve bibite alla sua mostra mentre Walter si accaparra la gloria e l’approvazione della gente.

Dalla vendita del poster si capisce che ciò che commuove, ciò che si vede e con cui si empatizza smuove le persone, quindi le vendite. Prima i poster, poi “l’arte” arriva anche nel supermercato.

“Da lontano tu sembri un pittore, poi ti avvicini e non c’è molto da vedere”. Lei ha il talento, ha l’interiorità, lui ha la superficie. Se lei riesce ad essere un quadro, lui fa la cornice che riesce solo a sorreggere il quadro, ma nessuno si ferma mai a guardare la cornice. Tutti mirano all’ essenza, alla sostanza, al talento, se e quando è presente.

Errori 

Credo che i vestiti siano troppo anni ’60-’70 soprattutto quelli del processo (che si è svolto nel 1986)

Varie

“Lei vale molto più di quegli spiccioli, non si deve vendere così a buon mercato”

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Informazioni su irenemidili

Estrosa, lunatica, cinefila, curiosa, comunicatrice, gentile, estroversa, meticolosa, metodica, gelosa.
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