Recensione/review “Stoker” | I PIEDI NUDI NEL SANGUE

Salve ragazzi!

Questa settimana ho deciso di recensire “Stoker”, film di Park Chan -wook, già noto per la cosiddetta Trilogia della vendetta. La tematica “vendicativa” non è estranea nemmeno a questo film, che (a dire la verità), mi ha attirato all’inizio perchè credevo fosse la biografia del grande scrittore. Una volta scoperta la trama ho storto un pochino il naso, ma mi sono dovuta ricredere quasi subito. I riferimenti al maestro della suspense (leggi Alfred Hitchcock) sono molti e ben orchestrati in questo film dove fanciullezza, innocenza, sangue e morte formano un ottimo connubio.

Vi lascio alla recensione! Buona visione e buona lettura!


INFORMAZIONI DI BASE

Titolo originale: Stoker

Regista: Park Chan-wook

Attori principali: Mia Wasikowska, Nicole Kidman, Matthew Goode, Dermont Mulroney, Jacki Weaver

Durata: 99′

Anno: 2013

Genere: thriller, drammatico, psicologico

Sceneggiatura: Ted Foulke


TRAMA

Nel giorno del suo diciottesimo compleanno, la solitaria e taciturna India perde il padre in un incidente d’auto. Al funerale si presenta suo zio Charlie, fratello del padre, che intende rimanere a vivere con la nipote e la cognata dopo il triste lutto. Ma le attenzioni che lo zio riserva alla nipote, sebbene in un primo momento vengono respinte, riescono poi a far comprendere ad India che in realtà lei e Charlie sono più simili di quanto si possa immaginare, e che sarà il misterioso zio a fornirle la chiave di volta per compiere il suo misterioso destino.


REGIA E SCENEGGIATURA

Fermi immagine e prologo fuori campo della protagonista. Molto intenso e istintivo.

Inquadratura ricca di simboli quella delle candeline sulla torta che si spengono quando viene posta una campana di vetro sopra il dolce.

Primo piano della scarpe di India e della madre. Iniziamo ad abituarci ai primi piani delle scarpe e dei piedi. Sono molto frequenti in questo film. Segnano un passaggio (dalla fanciullezza alla maturità)

“Un uomo che ci ha mostrato come ci si deve comportare nel mondo: con franchezza, onestà ed integrità” questa la descrizione del padre… agli antipodi rispetto a come è il fratello.

Piani-sequenza nel funeral party.

Meravigliosa l’inquadratura di India “racchiusa” tra le sue scarpe, il dono che suo padre era solito farle e che ora non le potrà fare più. Mostrano la protagonista alle prese con il suo lato più infantile.

Panoramiche di 360° incardinate su Charlie o su India.

La figura dell’angelo in India e nello zio (da piccolo).

Inquadrature dettaglio (bocca di India inumidita; matita insanguinata).

Quando India apre il frigo per riporre i gelati non guarda all’ interno e la camera la riprende da fuori la stanza. Inquietudine.

Il regista tenta di far apparire inquietante lo zio con in mano il coltello. Mi dispiace, non ho avuto paura. Mi intimorisce molto di più la somiglianza fisica tra Charlie e Norman Bates in Psycho.

Mi ha sconvolto il dipinto di India a scuola. Come se “vedesse all’interno” delle cose.

India è ancora nel suo bozzolo (scena della lettura in giardino) ma i piedi sono fuori. Sta per spiccare il volo (metaforicamente parlando).

Soggettiva quando la zia Jean suona il campanello di casa.

Slow motion di Charlie che si alza da tavola per mettere in risalto la cinta legata in vita appartenuta al padre di India.

Sceneggiatura solida ma che accomuna in modo originale elementi già visti in altri film e in altri autori.

Uccelli impagliati: Psycho.

Curioso ciò che dice la tv nella stanza del motel della zia: “questo esemplare sa che non c’è spazio per suo fratello nella tana. Anche se questa rivalità tra fratelli può sembrare crudele, alla fine in effetti ha un senso”.

Lo zio sembra abbia captato che la nipote sta per fare qualcosa di “insolito” prima che India colpisca uno dei ragazzi che l’hanno infastidita.

Dettaglio della matita insanguinata. Sfondo bianco della gonna. Inquadratura molto efficace. Purezza e sangue insieme.

Primo piano della meccanica interna del pianoforte. Come può non ricordarmi Dario Argento? 🙂

Scena del duetto al pianoforte: ho trovato la scena magistralmente coordinata in movimenti, suoni, sguardi e azioni. Il regista è riuscito a mostrare un’intensità, una perversione e una visibile eccitazione della protagonista sedotta dallo zio senza entrare nel banale o nel volgare. È tutto molto lieve, accarezzato, sussurrato. Lo zio ha raggiunto parte del suo scopo e pertanto lascia India sola. India suona solo note alte mentre Charlie si concentra principalmente sui bassi a parte quando “abbraccia” la nipote.

Nel parco inquadrature veloci, panoramiche che danno quasi l’illusione che India si muova a doppia velocità. Un attimo prima è sul girello e un attimo dopo già è a metà dello scivolo.

Scena della doccia (mi ricorda Psycho): continua la scena nel bosco dove si era interrotta e al ricordo del collo spezzato irrompe l’orgasmo della protagonista. Terrificante.

“Potevo contare le foglie di un albero in 5 ore” il padre stava insegnando ad India la pazienza. Stava tentando in ogni modo di reprimere la parte istintiva e malvagia della figlia.

Le inquadrature non sono mai del tutto ferme. Come se il regista volesse far capire al pubblico che c’è qualcuno che è intento a guardare. Non “imposta” la camera su un supporto, ma la tiene in spalla.

Struttura circolare della storia. L’inizio è in realtà la scena finale.

Le scarpe con il tacco che lo zio infila ai piedi di India sanciscono il definitivo abbandono della fase dell’ innocenza da parte della ragazza. Tutto avviene con estrema calma e cura, come se il regista volesse farci “assaporare” ogni istante.

Viso di India macchiato a metà di sangue e calma della ragazza dopo aver ucciso lo zio + scena dello sparo al volatile danno un effetto di un animale che ha appena ucciso la sua preda, come se l’avesse mangiata e si fosse sporcata di sangue

Le inquadrature dello sceriffo assomigliano moltissimo a quelle in Psycho nel momento in cui lo sceriffo parla a Marion che è dentro la macchina.


FOTOGRAFIA

Colori spenti e acidi nelle stanze della casa che non sembra affatto accogliente.

Cucina bianca con le tende svolazzanti: c’è un contrasto tra il bianco e la figura scura di India (sia negli abiti che nell’espressione).

Chiaroscuri in casa. Forti fonti di luce come tre lampade messe una vicina all’altra contrapposte da angoli completamente bui.

Struttura in terra con le tre lampadine all’ingresso della casa. Strano posto dove mettere una fonte di luce, tanto più che è posta sotto le scale.

L’illuminazione generale tende ad ingrigire e a spegnere i colori dei vestiti, dei visi e dell’arredamento.


MONTAGGIO

Montaggio alternato: il nastro giallo dei fiori richiama il ricordo in India del nastro giallo sulla sua scatola di scarpe ogni compleanno. Il montaggio produce un significato accostando due inquadrature che di per sé non hanno nulla a che vedere l’una con l’altra.

Stacchi di montaggio brevi e frequenti che mostrano digressioni di tempo anche molto brevi e poco distanti dal tempo della storia.

Dissolvenza incrociata per le scarpe che via via si vanno rimpicciolendo, tornando a ritroso nel tempo.

Montaggio parallelo di India in cantina e della madre e di Charlie in cucina. La luce che si muove in cantina illumina e mette in ombra anche i volti delle due persone che non sono in quella scena (la madre e Charlie).

Montaggio parallelo della madre e della zia Jean. Entrambe cercano il loro “oggetto del desiderio” (la zia Jean cerca India e la madre cerca Charlie) ed entrambe non trovano ciò che stanno cercando.

Montaggio su raccordo sonoro: suono della tv (camera di Charlie e camera della zia Jean)

Montaggio su raccordo sonoro: voce della tv che funge da fuoricampo per annunciare l’imminente omicidio della zia Jean.

Dissolvenza additiva quando India ripone la matita nell’ astuccio, ricorda l’apertura del freezer nella cantina, ricorda lo zio che lavora in giardino e apre il rivestimento esterno del pianoforte.

Dopo aver preso a calci Whip la dissolvenza verso il nero ci lascia col dubbio.. l’azione è finita lì o succede altro nel bosco?

Montaggio che ci mostra prima India che entra nel bagno, poi mentre si toglie un vestito, poi lei che si guarda allo specchio, poi si toglie un altro indumento, poi si guarda ancora allo specchio, poi finalmente entra in doccia. È   un montaggio discontinuo sul piano temporale (pieno di flash forward al tempo della storia)..

Dissolvenza dei capelli che diventano fili d’erba. Meravigliosa.

Gli schizzi di sangue del padre colpiscono il volto di India sebbene le due scene siano nettamente separate sia sul piano temporale sia su quello spaziale.

Flashback narrativi. L’intreccio si scioglie e la fabula è finalmente chiara allo spettatore sia per quanto riguarda i fatti sia per l’ordine in cui sono avvenuti.


COSTUMI 

Prevale il bianco in alcune inquadrature in cui è presente India. Simbolo di purezza e verginità. Anche i vestiti di India sono quasi tutti bianchi o chiari a parte quello del funerale.

I vestiti di India con quei colletti bizzarri mi fanno venire in mente Mercoledì Addams. Non c’è una scena in cui lei porti dei pantaloni o una maglietta. Sempre e solo gonne e camicie. Anche i capelli mi ricordano quelli della piccola Addams, neri e con la riga in mezzo.

Man mano che India prende consapevolezza della sua maturità e femminilità anche i vestiti (camicia da notte di seta) e le acconciature (semi-raccolto dietro la nuca) mutano.


LOCATION E SCENOGRAFIA

Il film è stato girato prevalentemente in Tennessee, nelle località di Murfreesboro, Smyrna e Nashville.

La Hillsboro High School nel film viene chiamata Middle Bend High School.

Arredamento in cucina bianco e giallo. Contrasto con la camera da pranzo in stile vittoriano caratterizzati da colori scuri e intensi.

Nella scenografia sono state usate varie piante e fiori per arricchire l’ambiente.

Il numero 111 della camera della zia assomiglia al segno di tre solchi di unghia sulla porta.


COLONNA SONORA E AUDIO

La colonna sonora è stata curata da Clint Mansell, che ha collaborato con Darren Aronofski per tutti i suoi film. Gli score sono raffinati e creano un’atmosfera di perenne tensione con poche “esplosioni”.

Rumori che mi provocano “soddisfazione”: guscio dell’uovo sodo schiacciato sul tavolo; matita temperata.

Rumori diegetici molto intensi, come se ci appoggiassero all’orecchio il metronomo, o come se India ci camminasse dentro le orecchie sbattendo i piedi salendo la scala; rumore dell’accensione della luce nella cantina; la matita insanguinata che viene temperata.

La canzone “Summer Wine” di Nancy Sinatra e Lee Hazelwood è la canzone che ballano Charlie e la madre di India. Non viene offerto solo del “vino estivo” allo zio Charlie…

Contrasto tra la musica quasi angelica e il ricordo del collo spezzato che provoca l’orgasmo in India: anche Ed Gein durante la pubertà provò un orgasmo quando vide i suoi macellare un maiale. Ed Gein ha ispirato la figura di Norman Bates.

I rumori percepiti da Charlie e India sono amplificati così da dare l’illusione che loro abbiano dei sensi iper-sviluppati, come fossero creature sovrannaturali.


CONSIDERAZIONI PERSONALI, ERRORI E VARIE

Considerazioni personali

India è la versione umana della statua che si tocca un piede. Similitudine o contrasto? Lei è “di pietra” o fatta di carne, sangue e sensazioni come gli altri esseri umani?

La protagonista sente il suo nome e una figura in lontananza che la chiama… ma la persona è troppo lontana. La voce è nel suo cervello o no?

Il ragno ricorrerà spesso nel film: oltre ai vari significati che può simboleggiare troviamo anche quello di qualcosa che succhia la linfa vitale dalla sua preda goccia a goccia e di ostacoli che devono essere superati.

INDIA SORRIDE!! (quando saluta la zia che va in albergo). La vedremo sorridere solo in questa circostanza e prima dell’omicidio dello sceriffo.

Vividezza impressionante del colore rosso del sangue sui fiori e sugli steli delle piante del prato. Richiamo ad “Alice in Wonderland “quando il fiore viene “dipinto” dal rosso del sangue come le rose della Regina di cuori?

Errori

Mi è sorto un dubbio: India ha appena trovato le lettere dello zio indirizzate a lei, le ha lette, come si dice in gergo se le è spulciate tutte una per una. È   MAI POSSIBILE CHE SI ACCORGA DEL TIMBRO DELLA CLINICA SOLO QUANDO ARRIVA SULLE SCALE DOPO CHE UNA LETTERA CADE? Quando si ha in mano una lettera la si guarda nella sua interezza, busta compresa, soprattutto se sei ancora avida di parole come sembra India dopo aver scoperto che lo zio ha tentato negli anni di mettersi in contatto con lei.

Varie

“Che razza di famiglia è una famiglia che non puoi portare a casa?”

“A volte devi fare qualcosa di male per impedirti di fare qualcosa di peggio”


 

Spero che la mia recensione vi sia piaciuta!

Vi aspetto la settimana prossima con un nuovo film

Irene

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Estrosa, lunatica, cinefila, curiosa, comunicatrice, gentile, estroversa, meticolosa, metodica, gelosa.
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Una risposta a Recensione/review “Stoker” | I PIEDI NUDI NEL SANGUE

  1. Fra ha detto:

    Non ti è sfuggito quasi nulla 🙂 le uova perô, l arredamento è colmo di oggetti a forma di uovo..dalla sedia sospesa,alle uova in cucina,ai soprammobili sparsi per la casa..Persino il trofeo di caccia impagliato di India nasconde un uovo,insanguinato anche e lo trova Charlie assieme agli altri ospiti, il colore delle uova ho visto che percorre diverse zone della casa e oggetti,come quello del nastro,dei capelli e della camicia in seta della Kidman.Per non parlare del colore degli occhi di zio e nipote paraddossalmente identici in alcune sequenze come quella della battuta di caccia con papà Richard..il colore richiama poi quello della preda abbattuta!Sembra un film lineare ma in realtà è di una complessità inaudita!

    Mi piace

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