Recensione/review “Birdman” | HOLLYWOOD CANZONA HOLLYWOOD

Come avevo preannunciato nel post sulla recensione di “Grand Budapest Hotel”, questa settimana ho raddoppiato le recensioni in vista della notte degli Oscar che inizierà stasera alle ore 23:50! Io sono emozionatissima dato che sarà la mia prima INTERA notte degli Oscar. Gli altri anni avevo sempre impegni inderogabili il giorno dopo e così non me la sono mai potuta gustare appieno! Voi avete già fatto la vostra personale previsione per ogni categoria? Io dedicherò un post a parte agli Oscar, quindi rimanete sintonizzati!

Ecco a voi la mia recensione completa di “Birdman (o l’imprevedibile virtù dell’ignoranza)”


INFORMAZIONI DI BASE

Titolo originale: Birdman or (the unexpected virtue of ignorance)

Regista: Alejandro González Iñárritu

Attori principali: Michael Keaton, Zack Galifianakis, Edward Norton, Emma Stone, Andrea Risenborough, Amy Ryan, Naomy Watts, Lindsay Duncan

Durata: 119′

Anno: 2014

Genere: commedia, drammatico

Sceneggiatura: Alejandro González Iñárritu,Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris, Armando Bo


TRAMA

Per rilanciare la sua carriera, Riggan Thomson, attore hollywoodiano che deve il suo successo al supereroe Birdman, vuole mettere in scena a Broadway uno spettacolo “impegnato” tratto dall’opera What we talk when we talk about love di Raymond Carver. Per scrollarsi di dosso l’etichetta della celebrità e indossare i panni del super-attore, Riggan, nei giorni che precedono la prima, dovrà affrontare il difficile rapporto con uno dei membri del cast, con la figlia ex tossicodipendente e soprattutto con il suo ego, così da poter salvare la sua carriera, la sua famiglia e soprattutto sè stesso.


REGIA E SCENEGGIATURA

-L’ introduzione del film è uno sfondo nero con lettere rosse che appaiono in ordine alfabetico a comporre la scritta “E finora, hai ottenuto ciò che volevi dalla vita?” “Si” “E cosa hai voluto?” “Definirmi amato, sentirmi amato sulla terra”. Le frasi sono tratte dall’opera di Raymond Carver Late Fragment ed includono tutto il nocciolo del film.  Scompaiono per poi comporre le parole Birdman e AMOR. Credo che “amato” sia da intendersi amato come star, quindi più che amato assomiglia di più ad “approvato” (diversamente da come lo intende Carver).

-Flash delle meduse morte sulla spiaggia. L’ho notato dopo 3 visioni del film.

-Sulla scrivania vicino al computer si notano degli occhiali, una spazzola e un soprammobile a forma di teschio. Perché il teschio? Riferimento ad uno dei padri fondatori del teatro, cioè Shakespeare?

-Riggan guarda in alto poco prima che l’aggeggio finisca in testa all’ attore “cane”. Sembrerebbe che Riggan abbia dei superpoteri, proprio come Birdman. Inizia a delinearsi il doppio che vive dentro il protagonista. Ci ha fatto sentire la sua voce, ora inizia a mostrare i veri desideri del suo alter (Riggan) di silurare in ogni modo o maniera l’attore incapace.

-Piano piano stiamo conoscendo tutti i personaggi. Ci vengono svelati come se fossimo lì a fare un giro in quel teatro a Broadway.

-Tutti gli attori che Riggan nomina sono impegnati in film fantasy o con supereroi. E’ stato lui ad inaugurare con la sua interpretazione di Birdman (o Batman?), quel filone cinematografico sui supereroi che ha acquistato nel tempo un enorme successo.

-Iconica l’inquadratura di Riggan allo specchio e riflessa dallo specchio del camerino c’è la locandina di Birdman che denigra la performance di Downey Jr. in Iron Man. Hollywood canzona Hollywood.

-Il Riggan senza parrucca acquista immediatamente 10 anni! Mio dio quanto è vecchio e lasso!

-Il film schernisce anche la stampa quando quella giornalista appariscente  non sa chi sia Roland Barthes (filosofo francese) credendo si trattasse di un personaggio di Birdman.

-Nessuno dei giornalisti pone fiducia in ciò che vuole Riggan: passare dall’ essere un attore da blockbuster ad un’artista che recita testi impegnati a teatro. Nessuno crede in lui.

-Litigio in scena durante la prima anteprima. Meravigliosa l’esortazione al pubblico “Smettete di guardare il mondo dallo schermo di un cellulare. Vivete davvero!” Primo assaggio di un’aspra critica che il film scaglia contro i social network e la visibilità online intesi come potere assoluto.

-Sceneggiatura accattivante e convincente, mai scontata. “La mia salute è durata più dei miei soldi; chi l’avrebbe mai detto?”

-Ironia: la foto che viene chiesta a Riggan da due fan dopo che Edward Norton gli dice che a nessuno  importa più di lui.

-Il movimento di camera è come un palcoscenico aperto dove ci sono gli attori e le comparse selezionate per dire in quel momento quella determinata battuta; ecco ciò che rende il tutto armonico, naturale e corale.

-Cos’è vero? Cosa non lo è? In scena Mike è più reale di quanto non lo sia nella vita fuori dal palcoscenico.

-Le due attrici sono piene di insicurezze; fanno tanto le donne emancipate, poi con le parole giuste al momento giusto si sciolgono e la loro miseria è sotto gli occhi di tutti. Hanno talmente bisogno di comprensione e di amore che finiscono per darselo l’un l’altra baciandosi.

-Mike è disilluso da tutto non c’è niente che lo sorprenda più o lo faccia emozionare. Lo si intuisce quando dice a Sam: “Vorrei staccarti gli occhi dalla testa per metterli al posto dei miei e guardare questa strada [Broadway] per guardarla come facevo alla tua età”. Questo è l’unico momento in cui Mike è sincero pur non trovandosi in scena.

-Riggan teme fortemente il giudizio della gente contrariamente a Mike che se ne frega di tutto e tutti fuorchè di sé stesso.

-Riggan non regge alla pressione e distrugge il camerino confessando a Birdman di sembrare un “tacchino con la leucemia. Sono diventato soltanto una risposta di Trivial Pursuit ormai!”

-Approvazione o amore? Riggan le confonde molto spesso: alla moglie che lo amava ha tirato dietro un coltello da cucina quando a lei non era piaciuto il suo ultimo film; ma in una piena crisi dovuta alla troppa pressione dello spettacolo teatrale, quando avrebbe avuto tutte le ragioni per mollare tutto, gli è bastato sapere che c’è un sacco di gente in fila per vedere lui per cambiare idea.

-Un’unica inquadratura per un dialogo face to face: vediamo il dialogo Lesley-Riggan nel momento esatto in cui si svolge senza stacchi di montaggio dato che Lesley sta interloquendo con un Riggan che si vede riflesso nello specchio. Due volti che interagiscono in una conversazione che viene ripresa con estrema naturalezza dalla macchina da presa.

-Camera fissa sul corridoio e scrosci di applausi in sottofondo. Gli applausi in sottofondo mi hanno ricordato la scena finale di Black Swan: anche quel film era ambientato in un teatro.

-La critica ai social network e ai mezzi di comunicazione di massa continua: le visualizzazioni della corsetta in Times Square eccitano le persone più di uno spettacolo teatrale.

-Ironia: la scena della corsa in mutande per Times Square. Guarda un po’ c’è un altro supereroe (Spiderman)!

-Meravigliosa critica della giornalista Tabitha Dickinson allo star-system di Hollywood:     “ragazzini viziati che si assegnano premi per cartoni e film pornografici”.

-Composizione evocativa: il biglietto di Carver sotto il bicchiere con il Martini accanto a dei soldi. Infinite combinazioni di interpretazioni simboliche.

-L’ubriacone fuori dal negozio di liquori ripete le frasi che pronunciava l’attore colpito in testa all’ inizio del film. Sogno o realtà?

-Tra il pubblico non si distinguono bene i visi delle persone ma grazie alla divisione in terzi dell’inquadratura l’occhio dello spettatore può accorgersi con facilità che chi va via dopo lo sparo di Riggan è Tabitha (la critica del New York Times).

-Apoteosi della critica contro Hollywood: primo piano con lo sguardo in camera di Birdman.


FOTOGRAFIA

-Cambia la luce quando Riggan potrebbe diventare padre, come a sottolineare la “gravità” del momento. È un colore che di per sé stimola la produzione di adrenalina.

-Laura guarda in camera e ci invita ad andare in scena con lei dato che “domani iniziano le anteprime”. La luce ora è blu, colore della calma e della contemplazione. E subito si viene catapultati nella prima anteprima.

-Le luci del teatro quando Riggan è in scena durante il suo monologo con il bicchiere in mano sono completamente puntate su di lui a tal punto che sul suo viso ci sono macchie bianche sature di luce, non si distingue nemmeno la pelle. Questa è l’immagine più simile a quel modo di dire che recita: “essere sotto i riflettori”.

-La luce calda e il colore dell’accappatoio di Riggan (rosso) quando lui è fuori a fumare una sigaretta determinano un momento di intensità dovuto alle emozioni che il personaggio sta provando quando vede la figlia Sam baciarsi con Mike. Riggan non è emotivamente stabile. Prima era euforico grazie alla sua buona performance, ma subito dopo aver visto Sam ritorna ad essere pensieroso, cupo ed insicuro.

-Le mille luci nel negozio di liquori sembrano quelle di un parco giochi: Riggan è entrato nel suo parco giochi.

-L’uso della luce per illuminare Riggan, in più di un’inquadratura, è studiata per esaltare i tipici segni della vecchiaia tipo le rughe. Ma che problema c’è? “Non ti piace il naso? Lo rifacciamo! Chiamiamo il chirurgo di Meg Ryan!” Ancora una frecciatina verso lo star-system hollywoodiano dove ciò che conta è come appari e non come sei.


MONTAGGIO

-La camera non si stacca dal seguire l’azione. SEmbra un “pedinamento”. Non ci sono stacchi di montaggio EVIDENTI. Tutto è ripreso in maniera fluida e molto naturale. Sono enormi piani sequenza intervallati da stacchi mascherati ad arte con il digitale (tipo dal giorno alla notte e viceversa).

-Stacco di montaggio nascosto tra la scena del discorso della figlia e la seconda anteprima. Riggan esce dalla stanza e alla sua sinistra (in cui prima c’era la porta che Riggan stesso aveva varcato per entrare in teatro) c’è una luce blu e del fumo e Laura che sta recitando il suo monologo.

-Stacchi di montaggio “classici” sono presenti alla fine del film (la banda, la scenografia del teatro, l’oggetto infuocato che precipita).


COSTUMI

– Il costume iniziale di Edward Norton è molto evocativo: giacca cappello e sciarpa, quasi da detective o da grande attore sul palcoscenico.

-Il costume di Birdman ricalca il classico modello del costume del supereroe con il fisico scolpito nella parte del torace e delle braccia, ricoperto di finto piumaggio. Non mi piace molto la maschera ma le ali credo siano pazzesche, sebbene fatte muovere grazie al digitale. Il blu profondo del costume è stata un’ottima scelta cromatica.

-In ogni camerino ci sono dei prodotti di make up o di skin care ma non vengono mai utilizzati a parte quando truccano velocemente Riggan. L’unica ad essere truccata è Sam (leggero ombretto scuro all’esterno delle palpebre mobili).


SCENOGRAFIA e LOCATION

-Il film è stato girato interamente a New York.

-Il bar dove Mike e Riggan vanno a bere un drink si trova alla 47th street di Manhattan.

-Gli interni sono stati girati al St.James Theatre, New York.

-Michael Keaton corre in mutande a Times Square, New York.


COLONNA SONORA e AUDIO

-Il regista mostra il compositore della colonna sonora del film, Antonio Sánchez, alla batteria per poi impallarlo dopo pochi secondi.

-Colonna sonora: viene usata principalmente la batteria ma non manca il pianoforte (le note gravi del piano durante la scena del dialogo nel bar tra Riggan e Tabitha).

-Il protagonista levita dopo che un oggetto infuocato attraversa il cielo. All’apparire di Riggan la musica in sottofondo cessa.

-Voce intradiegetica molto roca e profonda che parla come fosse il subconscio di Riggan. E’ Birdman.


CONSIDERAZIONI PERSONALI e VARIE

Considerazioni personali

-L’alter ego che ti parla da dietro le spalle è un’immagine molto evocativa. Chiunque ha sentito almeno una volta le proprie voci interne che gli parlano più o meno insistentemente.

-All’inizio del film Sam deve comprare dei fiori; alla fine del film Sam porta dei fiori al padre (non sono rose rosa come all’inizio del film, ma lillà: Riggan odia le rose).

-Riggan indossa o tenta di indossare tre maschere: quella di Birdman, quella del super-attore, quella fatta di garze dopo lo sparo.

-Nel bagno della stanza dell’ospedale Birdman non aveva più nulla da dire a Riggan. Riggan è tornato ad essere ciò che realmente era, cioè un immagine legata ad un supereroe con il costume da uccello in grado di volare, con poteri speciali. Io l’ho interpretato come il “risucchio di Hollywood”: Hollywood gli aveva dato fama, celebrità, ma lui voleva togliersi la maschera del supereroe diventando invece un attore di teatro, anzi addirittura un artista. Hollywood aveva elargito celebrità a Riggan, ma gli aveva portato via la moglie, la figlia, la capacità mentale, anche se l’inebriante sensazione di essere ammirato, amato e appagato è ben più forte. Così Riggan abbraccia il proprio destino che lo consacra supereroe e nient’altro e vola via insieme ad altri uccelli, finalmente appagato.

Varie

-Citazione su un foglietto al lato dello specchio nel camerino di Riggan: “Una cosa è una cosa non ciò che viene detto riguardo quella cosa”. Ovvero non si può cambiare la propria essenza.


Ragazzi eccoci al termine di un’altra recensione! Io spero che vi sia piaciuta, che vi abbia interessato e spero di aver solleticato le vostre idee con le mie! Commentate, aprite dibattiti, dopotutto lo scopo principale del mio blog è proprio questo! Scambiamo i nostri punti di vista, arricchiamoci insieme e…. ci vediamo dopo gli Oscar. Là si che ci sarà da divertirsi! 🙂

A presto!

Irene

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Estrosa, lunatica, cinefila, curiosa, comunicatrice, gentile, estroversa, meticolosa, metodica, gelosa.
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